Adottare
un figlio: Quando una sola mamma non basta.
Piccolo vademecum
di sopravvivenza nella scelta dell'Ente
Quest'anno la CAI ha sospeso alcuni enti, lasciando
nella completa incertezza le numerose coppie in carico a questi enti,
il tutto è successo senza che nessuno presagisse che potevano
essere sospesi enti con un numero così alto di adozioni annuali
(unico dato certo dalle statistiche sugli enti che la CAI stessa fornisce).
Altre statistiche ci dicono che solo circa un quarto
delle coppie idonee arriva ad adottare e pare che la maggior parte
di quelle che rinunciano non arriva a firmare il mandato a nessun
ente, facendo scadere l'idoneità.
Leggendo i vari forum sull'adozione, ascoltando le esperienze
di adozioni riuscite e di numerose coppie adottive in attesa di abbinamento
o di coppie che stanno cercando l'ente autorizzato per un'adozione
internazionale, spesso il tema dominante sono i torti (veri o presunti)
subiti dalle coppie a opera dell'ente scelto o le preoccupazioni per
evitarli.
È un tema delicato perché:
non è certo che il racconto di una coppia sia esattamente
corretto in tutti i termini,
non si sa quanta parte delle disavventure sia da imputare all'ente
e quanta sia da ascrivere alle autorità del paese straniero
e quanta alla coppia stessa,
per giudicare serenamente si dovrebbero avere sia la documentazione
esatta di ciò che è avvenuto, sia la testimonianza
di tutte le parti in causa.
È indubbio, però, che:
lamentele ripetute sono il segno della presenza di un reale
disagio delle coppie e quindi della presenza di problemi veri
che non sono l'invenzione di qualche coppia immotivatamente scontenta,
le lamentele riguardano quasi sempre gli stessi enti (fortunatamente
pochi),
può esserci un effetto domino, cioè che dopo la
prima lamentela anche altri si accodino per contestare qualcosa
a quello stesso ente,
qualche falla nel sistema 'enti autorizzati-CAI' esiste e nel
principio di sussidiarietà che ne deriva mancano dei sistemi
di controllo preventivo e di verifica consuntiva,
un altro tassello mancante è uno sportello di servizio
analogo a quello per i diritti del malato o alle associazioni
di consumatori, ma specifico sul tema delle adozioni internazionali
a cui rivolgersi nei casi limite.
Quando ci sono reali comportamenti dolosi o negligenti
da parte di un ente autorizzato la coppia si può rivolgere
alla CAI (Commissione Adozioni Internazionali) per avere soddisfazione.
Ovviamente deve provare i comportamenti scorretti e può chiedere
anche di cambiare ente. Ma la coppia è parte in causa oggettivamente
debole, generalmente sta attendendo un abbinamento dopo aver prodotto
tutta la documentazione e aver atteso per mesi (o anni). Cambiare
ente significa ricominciare dal via: incontro informativo, corso preadottivo,
firma del mandato e scelta del paese, raccolta dei documenti necessari
e attesa (da zero). Cambiare ente è molto oneroso sia in termini
monetari sia in termini di tempo ma soprattutto è un brutto
colpo a livello emotivo e psicologico.
Quindi?
Quindi è meglio porre molta attenzione nella
scelta dell'ente a cui affidarsi nella ricerca di nostro figlio. In
questa fase si sentono molti pareri disparati e anche molte opinioni
espresse con sicurezza fuorviante, frasi del tipo:
meglio un ente piccolo perché non ti tratta come un numero,
ma ti supporta, ti sostiene nell'attesa,
meglio non sentire troppi enti, meglio partecipare a pochi incontri
mirati,
un ente che lavora su pochi paesi è meglio perché
è concentrato su quello specifico canale,
meglio scegliere un ente con una sede vicina a casa, così
è più facile avere contatti personali,
è inutile consultare le statistiche perché ogni
adozione è un caso particolare,
Personalmente mi sento di darvi qualche consiglio molto
generale non tanto sulla scelta dell'ente ma sugli strumenti che avete
per poter giudicare (alcuni consigli sono delle ovvietà ma
ricapitolarli non è inutile):
gli enti sono organizzazioni (onlus, ong...) che come primo
scopo hanno la loro stessa sopravvivenza, fidatevi di loro quando
avrete firmato il mandato, prima diffidate, indagate, chiedete,
cercate i difetti, fate domande anche indiscrete,
incontrate e contattate quanti più enti possiate, anche
al telefono parlando, spiegandovi, cercate di capire come funziona
l'organizzazione dell'ente,
prima di recarvi agli incontri leggetevi le statistiche relative
all'ente (soprattutto quelle annuali o semestrali dei periodi
più recenti che sono pubblicate su questo sito),
quando andate agli incontri informativi fate domande impertinenti
come: quante coppie avete attualmente in carico? Avete avuto dei
casi di adozioni fallite? Perché negli ultimi sei mesi
in quel paese non sono arrivati bambini? e giudicate non solo
ciò che viene risposto ma anche come viene risposto. Se
vogliono la vostra fiducia devono conquistarla. Voi avete bisogno
dell'ente, ma anche l'ente ha bisogno di voi,
meno adozioni all'anno svolge un ente più è delicato
il fattore lista d'attesa, è bene capire se fanno poche
adozioni per scelta (quindi poche coppie in carico) o per incapacità
o per problemi presso i paesi esteri,
non innamoratevi perdutamente di un paese e solo di quello.
Sareste legati mani e piedi alla situazione storico politica del
paese e probabilmente la scelta dell'ente sarebbe vincolata. I
bambini del mondo sono tutti belli e non ci sono affinità
culturali o simpatie etniche che giustifichino l'attesa di anni
per un adozione impraticabile, meglio prepararsi una lista di
paesi (attivi) in cui sareste felici di adottare, possibilmente
non appartenenti a una sola zona geografica,
non mentite a voi stessi cercando pretesti (il viaggio troppo
lungo, la permanenza all'estero troppo protratta, le troppe vaccinazioni
da fare, l'ambiente sociale che non accetta una razza diversa...).
State per adottare vostro figlio, è il passo più
importante del momento, qualsiasi altra cosa passa in secondo
piano, cancellate le vostre paure e scegliete i paesi pensando
solo al figlio che verrà,
non innamoratevi perdutamente di un ente per la sua storia o
per la simpatia del suo rappresentante, cercate di essere freddi
e concreti cercando motivazioni oggettive per la scelta dell'ente
che vi traghetterà verso vostro figlio. L'ente è
un tramite, un mezzo per arrivare a un figlio, terminato l'iter
potreste anche dimenticarvelo,
non preoccupatevi se l'ente ha la sede lontana da casa vostra,
dovrete frequentalo di rado: per il corso preadottivo, per la
firma del mandato e per accettare l'abbinamento, il resto si può
fare per e-mail, telefono, fax, posta, ecc. Non spaventatevi per
qualche centinaio di chilometri adesso, quando poi ne dovrete
percorrere molti di più per trovare vostro figlio.
diffidate dei percorsi preadottivi troppo elaborati, uno o due
week-end sono sufficienti per spiegarsi e formarsi (anche perché
avete già un'idoneità del tribunale),
diffidate delle indagini di psicologi dell'ente, avete già
l'idoneità, siete già stati indagati dai servizi
sociali, c'è già una relazione su di voi, un breve
incontro è lecito all'atto della firma del mandato e un
incontro più approfondito è giustificabile solo
se c'è necessità di una relazione aggiuntiva specifica
per un determinato paese, in ogni caso l'ente non dovrebbe rifare
un'indagine socio-psicologica della coppia.
diffidate degli enti che chiedono la rinuncia all'adozione nazionale
sin dalla firma del mandato, non è corretto e non è
regolare. È una cosa da chiedere durante gli incontri informativi,
se siete sposati solo civilmente e siete all'incontro con un
ente di ispirazione religiosa (molto numerosi in Italia) cercate
di capire se sono ben disposti o se hanno problemi di relazione
con quelli come voi. Per legge non possono fare distinzioni, però...
se un ente ha pochi canali, la possibilità che alcuni
di questi si blocchino diventa molto importante, chiedete rassicurazioni
sulla collaborazione delle istituzioni straniere e analizzate
bene la tendenza degli ultimi periodi, informatevi sulla politica
in materia sociale di sostegno all'infanzia dei suddetti paesi.
In caso di necessità, cambiare il paese mantenendo il mandato
allo stesso ente è sicuramente meno oneroso che cambiare
l'ente per poter cambiare il paese,
maggiore è il numero delle adozioni annuali che vengono
portate a termine da un ente, migliore deve essere l'organizzazione
interna (segreteria, referenti, traduttori...) cercate di capire
se sono in grado di gestire bene un alto numero di pratiche senza
incorrere in svarioni ed errori,
una componente fondamentale della pratica adottiva viene svolta
dai referenti all'estero, che spesso si occupano anche di sostegno
a distanza (come da convenzione dell'Aja o accordi bilaterali
firmati), cercate di capire chi sono questi referenti, se si occupano
delle adozioni dell'ente part-time o a tempo pieno, se sono in
esclusiva o se si occupano anche delle adozioni di altri enti
(potrebbero essere anche associazioni di altri stati), se esiste
un ufficio dell'ente presso i paesi esteri o se si appoggiano
ad altre strutture e che tipo di strutture sono (conventi, uffici
legali, ong, orfanotrofi privati...),
se avete già figli (biologici o adottati) chiedete assicurazioni
sulla qualità dei luoghi che si dovranno frequentare nei
paesi nei quali l'ente svolge l'attività, dell'opportunità
o della necessità di profilassi e vaccinazioni e se queste
sono tollerate anche dai bambini. Noi adulti per un figlio possiamo
affrontare e sopportare scomodità e rischi che un bambino
non è giusto affronti per un fratello, anche se lo desidera
ardentemente,
se avete già figli e quindi dei vincoli sul decreto,
informatevi molto bene sulle reali possibilità di riuscita
dell'abbinamento presso i paesi nei quali l'ente svolge l'attività,
infatti ci sono paesi che nella propria legislazione o semplicemente
nella prassi, vincolano la possibilità di adozione internazionale
all'assenza di fratelli, alla provenienza, all'età o al
sesso di questi ultimi,
ultimamente è molto difficile riuscire a inserirsi nei
corsi pre-adozione che precedono il possibile mandato vero e proprio,
oppure risulta difficile riuscire a farsi accettare dagli enti
perchè hanno tutti liste d'attesa lunghissime, quindi una
domanda da fare è sicuramente se l'ente accetta ancora
iscrizioni e mandati e quali sono i margini,
abbiamo scoperto che molti enti raccolgono troppi mandati in
relazione alla media di adozioni che riescono a portare a termine
annualmente, risulta quindi lecito chiedere chiarezza su questi
aspetti, compresi i tempi medi che possono variare da paese a
paese,
informatevi su tutti i dati logistici quali: quanto dura la
permanenza, quanti viaggi sono necessari, quali sono i costi per
ogni paese,
ogni ente prima o poi vi chiede di rinunciare alla domanda di
adozione nazionale, chiedete a che punto del percorso vi sarà
effettivamente chiesto,
chiedete o cercate di capire quanto l'ente tiene conto delle
preferenze indicate dalla coppia riguardanti età, salute, provenienza
del bambino,
se ci tenete potete anche chiedere come sarà rateizzato
il costo complessivo (acconti, saldo) dal conferimento del mandato
alla partenza per i viaggi, alcuni enti hanno anche una tabella
di rimborsi parziali se una coppia rinuncia al mandato a seconda
dei mesi trascorsi,
e poi?
E poi ci vuole fortuna, abilità, forse un sesto
senso, l'importante è che non abbiate nulla da rimproverarvi
in futuro, essere convinti di avere scelto senza aver trascurato niente
vi darà più sicurezza, più consapevolezza, conoscerete
bene l'ente a cui vi siete affidati, saprete in anticipo i pregi e
i difetti della vostra scelta e potrete vigilare meglio sul suo operato.
Più sarete introdotti nei meccanismi dell'ente meno sarete
una coppia anonima, più vi conosceranno, più vi considereranno,
meno facili saranno gli errori relativi alla vostra pratica perché
non sarà solo un raccoglitore di fogli compilati, ma sarà
un oggetto relativo a dei volti noti, a delle persone. Questo vale
sia per gli enti piccoli sia per gli enti più grandi che sono
comunque costituiti da persone che sono disponibili, amichevoli e
premurose nelle necessità.
Spero di essere stato esaustivo, ma se qualcuno vuole
aggiungere qualcosa lo può fare scrivendo alla redazione (adozioni@interfree.it).